Ipocrisia 

Non sopporto gli ipocriti falsamente interessati a te, quelli che ti chiedono come stai e con la testa sono lontani, quelli che ti fanno domande e mentre parli guardano altrove. Mi fanno sentire a disagio. Non sopporto questa falsa educazione. Non ho bisogno delle loro inutili domande che servono solo a placare la loro coscienza. 

Confusa…

…e felice. Cantava Carmen Consoli anni fa. Confusa e basta, io. Confusa da parole di cui non riesco a fidarmi, che ascolto ma che non mi aspetto di sentire. Confusa da parole che suonano strane indirizzate a me, non dovrebbero. E le ascolto ma stonano. Sì, stonano come una nota che non torna in una sinfonia. Come uno strumento poco accordato che spezza la magia di un’orchestra. E mi ritrovo a rimuginarci su e a domandarmi il perché. A domandarmi il cos’è. E’ leggerezza che finirà per ferirmi un’altra volta o è un sentimento vero che si sta svelando poco a poco?

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Il cartaio

Il destino mescola le carte e noi giochiamo – diceva Arthur Schopenhauer.
E ci risiamo…il mio destino deve essere un bravo cartaio. Abilissimo. Le mescola proprio bene le carte.
Sembra sceglierle le mie carte. E si diverte un mondo ad un certo punto, quando vede che ho già pianificato le mie mosse e ho messo a punto una strategia, a farmele saltare per aria, solo per il gusto di portarmele via, rimescolarle e ridistribuirmele, sempre diverse. Si diverte a vedermi ricominciare di nuovo.
Pazienza….ormai sono in gioco. Giochiamo.

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Senza parole

Non ho più nulla da dire
vedo cadere nel vuoto ogni parola mia
raccolta neppure da mani pietose.

E non ho più niente da dire
ai cuori bradicardici e ad emozioni sordi
ad orecchie di ogni rumore vuote.

Non ho più nulla da dire
a chi infligge silenzio come punizione
a chi ferisce col rasoio dell’indifferenza.

Non ho più nulla da dire a te
che scopro aver usato il mio amore
affogandolo poi nel nulla dell’anima tua.

E non ho più parole per te
che hai accarezzato il mio cuore con le tue dolci menzogne
confezionate ad arte per me.
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SERENDIPITA’

Nel mio quotidiano vagare
alla ricerca di un senso da afferrare
mi perdo a volte nell’illusione

di una ingannevole affermazione.

Abbandonando il contatto con l’abitualità
mi smarrisco nell’accidentalità
dal vago sapore di incertezza

che i dubbi del viver mio accarezza.

E quando tutto sembra perso
in un attimo la vita può cambiare verso
e scopro quella piccola inattesa felicità
figlia della serendipità.

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Grazie

Mai avrei pensato di arrivare a ringraziarti, nonostante tutto il male che mi hai fatto. Perché proprio grazie a quello ho ripreso ad amare me stessa. Ne sto venendo fuori, lentamente. Fa ancora male ma molto meno, sempre meno, ogni giorno di più. Ho smesso di credere ad ogni tua bugia, partendo dal presupposto che ogni cosa mi dicessi fosse una bugia, ho imparato a credere solo a me stessa. Ho smesso di piangere, di riporre le mie aspettative nelle tue promesse mai mantenute, ho imparato a fidarmi solo di me stessa, a non aspettarmi mai più niente da te e a non cadere più nelle tue trappole. E sto imparando che il tuo ignorarmi è solo un modo per dirmi e dimostrarmi quanto ti fa male sapere che io sono molto ma molto meglio di te. E soprattutto che io merito una persona migliore di te.

Solstizio d’estate

Metti una sera come questa, di un giorno d’estate come questo, con un caldo come questo, dove tutto acquista un senso…improvvisamente. Tutti i pezzi sembrano rimettersi a posto e il quadro diventa chiaro. E adesso so da dove ripartire. Non so ancora come. Ma so da cosa, da chi, con chi. E pensando che il mio, il nostro cammino nella vita in fondo è fatto di battute di arresto e di sempre nuove partenze, volgendomi un attimo indietro ma soprattutto guardando avanti, mi sento improvvisamente stanca. Mi fermo un attimo…giusto il tempo di riprendere fiato e poi riparto. Promesso. Buonanotte.